Lucio Fontana

Lucio Fontana

Rosario, 1899 - Comabbio, 1968

Lucio Fontana inizia nel 1921 lavorando presso l’officina di scultura del padre. Dopo poco abbandona la formalità stilistica del padre rivolgendosi ai modi cubisti di Aleksandr Archipenko, come l’opera "Nudo" (1926). Nel 1927 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida del professor Adolfo Wildt. Nonostante Wildt lo esorti a proseguire la sua ricerca pittorica, Lucio Fontana realizza "L’uomo Nero" (1939), opera realizzata usando gesso e catrame.
In seguito si avvicina alla ceramica e conosce le avanguardie architettoniche milanesi. Nel 1937 compie un viaggio a Parigi per ammirare l’Esposizione Universale. Lì conosce il dadaista Tzara e il sintetico Brancusi. Visita, inoltre, il laboratorio di ceramica di Sèvres realizzando qualche bozzetto. Dal 1940 al 1947 vive in Argentina stilando il Manifesto Blanco ed esplicando il superamento della pittura, scultura, poesia e musica.
Il 1947 è l’anno del primo Manifesto rivolto allo Spazialismo nel quale auspica nuovi spazi ancora ignoti al cosmo. Lasciati i pennelli, Lucio Fontana realizza tele monocrome colorate utilizzando lo spray e gradualmente maneggia rasoi, coltelli e seghe. I nuovi interventi sulle tele monocrome producono ombre da cui la luce radente enfatizza la continuità. L’opera "Fiore" (concetto spaziale del 1952) risulta il primo tentativo dell’autore verso il movimento, il trapasso della superficie. L’opera si costituisce di lamelle di ferro colorato di giallo circoscritte di buchi in movimento fra loro.
Gli anni Cinquanta sono per Lucio Fontana proficui e realizza la serie delle Pietre, dei Barocchi e dei Gessi. A questo punto si spinge alla ricerca dell’infinito, di una spiritualità che sta al di là della siepe. Come la spiritualità trovata da Kandinskij, Rothko e Pollock.
Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta crea la serie di concetti spaziali in oro e crocifissioni in ceramica.
Dopo poco esordisce con i famosi Tagli: su un fondo monocromo Lucio Fontana compie più tagli interrompendo la trama della tela che improvvisamente subisce una metamorfosi divenendo materia scultorea attraverso la quale l'artista afferra la terza dimensione.
Se Marcel Duchamp ha saputo decontestualizzare l’oggetto rendendolo opera d’arte attraverso il ready-made, Lucio Fontana riesce decontestualizzare la superficie telata trasformandola in superficie scultorea spaziale.

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Lucio Fontana Vendite in Asta: ultime aggiudicazioni

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Senza Titolo (Figura femminile)
25.5 x 19, 1946
Disegno 15/07/2022 €1.800
Centauro e sirena
29.5 x 21, 1949
Disegno 15/07/2022 €2.800
Concetto Spaziale
35.5 x 51,
Disegno 14/07/2022 €24.000
Concetto Spaziale
35x51cm,
Disegno 13/07/2022 €24.000
Concetto Spaziale
50x38cm, 1955
Litografia / Serigrafia 13/07/2022 €2.700

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ULTIMO AGGIORNAMENTO
15 Agosto 2022
ValutaOpere Rating (VoR): un dato sintetico che indica commerciabilità, solidità e crescita del prezzo
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