Come costruire una collezione d’arte coerente (e non casuale)

Come costruire una collezione d’arte coerente (e non casuale)

Collezionare opere d’arte moderna e contemporanea non significa semplicemente acquistare opere che piacciono. Significa costruire un progetto culturale nel tempo. La differenza tra una raccolta occasionale e una collezione strutturata risiede, infatti, nella coerenza. Come vedremo tale coerenza favorisce la crescita di valore della collezione nel lungo periodo.
Una collezione coerente racconta una visione, un interesse preciso, una ricerca consapevole. Ed è proprio questa coerenza a trasformare un insieme di opere in un patrimonio culturale ed economico riconoscibile.
Vediamo come costruirla con metodo, fin dai primi acquisti sul mercato.

L’importanza di un criterio guida: la visione prima dell’acquisto

Ogni collezionista, prima di passare all’acquisto, dovrebbe porsi alcune domande fondamentali che rappresentano il filo conduttore comune della sua collezione o meglio far riferimento alla visione prima dell’acquisto.
Senza una linea guida, si rischia di accumulare opere eterogenee, prive di dialogo reciproco.
Le domande da porsi sono:
  1. Cosa voglio raccontare attraverso le opere?;
  2. Quale è il filo conduttore della mia ricerca?;
  3. Sto seguendo la mia passione o un’opportunità casuale?
Sulla base della risposta a domande di questo tipo è possibile costruire la propria collezione che ruoterà attorno a dei cardini ben definiti. Da questo punto di vista è possibile immaginare 3 tipologie di collezione, anche se un mix o meglio un certo grado di contaminazione tra le diverse tipologie è possibile se si mantiene un filo conduttore unitario.

1. Collezione Tematica: raccontare un’idea

Una collezione tematica si sviluppa attorno a un concetto ben preciso che può essere rappresentato da:
  • Un soggetto (paesaggio urbano, figura umana, natura);
  • Un tema sociale (identità, memoria, ambiante);
  • Un movimento culturale.
Il vantaggio di una raccolta tematica è la capacità narrativa. Le opere dialogano tra loro, creando un percorso coerente e riconoscibile.
Dal punto di vista culturale, una collezione tematica è spesso più interessante per mostre, pubblicazioni e prestiti istituzionali.

2. Collezione per periodo storico: profondità e specializzazione

Collezionare opere d’arte per periodo storico consente di concentrare l’attenzione su un arco temporale specifico. Ad esempio arte italiana degli anni ’50, pittura analitica degli anni ’70 oppure arte contemporanea del nuovo secolo.
Questa scelta consente di:
  • Approfondire un contesto culturale preciso;
  • Comprendere le relazioni tra gli artisti;
  • Costruire una raccolta storicamente documentabile.
La specializzazione aumenta la competenza del collezionista e rafforza la credibilità della collezione.

3. Collezione per linguaggio o stile pittorico

Si tratta di un approccio che consente di soffermarsi su uno specifico stile o linguaggio come ad esempio l’astrattismo, il minimalismo, l’espressionismo o la figurazione contemporanea.
In questo caso quello che conta è la coerenza formale e non tematica o cronologica (seppure possono essere presenti entrambe).
Le opere della collezione condividono tra loro:
  • Struttura compositiva;
  • Ricerca cromatica;
  • Impianto concettuale.
Questo tipo di collezione crea un’identità visiva forte e immediatamente riconoscibile.

La coerenza della collezione aumenta il suo valore complessivo

La coerenza non è soltanto una scelta estetica ma rappresenta una strategia patrimoniale.
Una collezione coerente consente di:
  1. Avere maggiore riconoscibilità: un insieme strutturato è più interessante per curatori, studiosi e istituzioni;
  2. Essere oggetto di mostre o pubblicazioni: una raccolta con un filo conduttore è più facilmente valorizzabile editorialmente;
  3. Aumentare il valore sistemico: il valore complessivo di una collezione coerente può superare la somma dei singoli pezzi;
  4. Ridurre la casualità nelle scelte: ogni nuovo acquisto rafforza la struttura, invece di frammentarla.
Quando si parla di coerenza, però, si deve tenere presente che una collezione non è immobile dal momento che può ampliarsi o ridefinirsi nel corso del tempo. La coerenza, infatti, non significa rigidità ma coerenza interna rispetto alla visione iniziale. Un collezionista maturo sa, infatti, quando rafforzare il nucleo principale, cedere opere fuori linea o approfondire un filone già avviato.
Nel collezionismo moderno e contemporaneo, la differenza tra accumulare opere e costruire una collezione risiede nella visione. E la visione è il vero capitale del collezionista evoluto.